Tre passi a Lampedusa

Tre passi. Il sole che batte sulla pelle chiama a gran voce “Africa” e il cielo blu si scontra con l’azzurro del mare. Tre passi. Le persone vanno, le persone vengono, da te, Lampedusa, e sulle tue sponde fanno il nido. Tre passi e sei accoglienza, per chi resta soltanto un giorno, per chi è arrivato e non andrà più via. Sei grembo materno che si apre alla vita, a cui la vita si aggrappa, con le unghie, tra un grido e l’altro, su un barcone, o nell’acqua, esausta. Sembravano stridii di gabbiani, mi ha detto un uomo, ma erano le grida della gente in mare. Come tutte le terre, non sei di nessuno. Sei di chiunque ti abbia camminata per tre passi, chiunque ti abbia vissuta, chiunque abbia nuotato verso le tue rive, lottando. Sei un boccone di roccia bianca a cui si aggrappano i naufraghi di tutti i mari, anche di quelli del cuore.

Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli
Lampedusa 17 – Cecilia Brugnoli

Le foto sono state scattate da Cecilia Brugnoli durante il viaggio che ha fatto a Lampedusa con la classe 3G del Corso Doc del Liceo Laura Bassi. Il testo è scritto da Erica Di Cillo sulla base del racconto di Cecilia dell’esperienza sull’isola.