Federica Paradiso

13 novembre attacco a parigi

13 novembre: Bataclan, Parigi

La sera del 13 novembre 2015 Parigi fu colpita da un attentato terroristico rivendicato dall’Isis, un attentato tra i più cruenti in territorio francese…

storia documentario animazione

Breve storia del documentario di animazione – capitolo 2

Il documentario di animazione è un genere cinematografico che da qualche decennio ha iniziato ad affermarsi sempre di più, attirando l’attenzione di critici e…

gender bender 2018

Gender Bender 2018, storie di vita quotidiana

Dal 24 ottobre al 3 novembre torna a Bologna Gender Bender, consueto appuntamento di cinema, arte, musica e spettacolo prodotto dal Cassero LGBTI sotto…

riace

Un paese di Calabria – Riace, terra di ospitalità

In questi giorni la cronaca punta i riflettori su Domenico Lucano sindaco di Riace, comune della provincia di Reggio Calabria, costretto agli…

andrea giuliano

Andrea Giuliano, il diritto di provocare

Andrea Giuliano è un attivista LGBT che, a seguito di una performance di protesta durante il gay pride di Budapest in Ungheria nel 2014,…

documentario di animazione

Breve storia del documentario di animazione – capitolo 1

Documentario e animazione sono due termini apparentemente in forte antitesi tra loro. Le due grandi categorie, costole del mondo del cinema, nascono e si…

the italian warrior

Il sogno del primo Italian Warrior

  Sinistro, destro, gancio. Gomiti stretti, mano sinistra sotto la guancia, la destra all’altezza del mento. Sguardo dritto verso il tuo avversario, non fermarti, non abbassare mai la guardia. Lo sguardo è quello di Luca Bergers, riminese, il primo e unico italiano ad aver avuto accesso al circuito più ambito e pericoloso al mondo di Boxe a mani nude: il Bare Knuckle Boxing. Occhi azzurri, sguardo mite a tratti assorto, orientato verso qualcosa che pochi possono capire, se non chi nella vita ha scelto di seguire un sentiero duro, senza mai guardarsi indietro. The Italian Warrior è il docu-film diretto da Joseph Nenci, classe ’79, fotografo e regista di cinema indipendente, che ha realizzato con un budget basso un progetto tanto ambizioso come quello del protagonista del suo film. Molte sono le discipline affini alla nobile arte del pugilato, legate spesso alle scuole orientali come il Muay thai, tra cui quella più completa è ora la MMA di arti marziali miste. La Bare Knuckle Boxing è uno stile di combattimento dalle caratteristiche controverse. Vicina alla lotta di strada, differisce da questa per poche regole come il non colpire l’avversario quando è a terra; inoltre gli atleti combattono all’interno di uno spazio circolare simile al tappeto utilizzato nella lotta libera e vestono guanti più leggeri rispetto a quelli utilizzati nel pugilato, che lasciano scoperte le nocche delle mani. Una vita dedicata a un sogno è spesso una vita che richiede dei sacrifici, rinunce e scelte che coinvolgono tanto l’atleta quanto chi gli sta più vicino, come la famiglia e gli amici. Fedele al suo sogno, Luca si fa avanti a denti stretti, cercando di conciliare il lavoro, la famiglia e gli estenuanti allenamenti. Si muove intorno a questo percorso la macchina da presa, catturando ogni smorfia di fatica, ogni sguardo di comprensione, incitamento, stanchezza e speranza. Cresciuto nella palestra dei suoi due maestri Cristian Red Valli e Ivan "Iron" Polverini, Bergers ha scoperto presto la vocazione per la boxe, e oggi, a 29 anni, continua a contare su di loro che lo seguono come due padri. Anche la moglie di Luca, Titta, colonna portante della famiglia, sostiene Luca consapevole degli ostacoli che come macigni incombono nel quotidiano. La preparazione per un match è una sfida ardua e sfiancante, gli allenamenti grondano un sudore fatto di caparbietà e ardore, ogni volta che vediamo il protagonista fare flessioni, esercizi con la corda, sollevamento pesi sembra l’interprete di un film d’azione. È questa la sensazione che si prova nel seguire le fasi che lo porteranno al grande combattimento finale. E’ un crescendo, sottolineato dagli incitamenti degli allenatori che spiegano con fermezza al boxer la forza interiore da esprimere nell’incontro. Il ring diventa terreno di prova, obiettivo finale in cui tutta la potenza di un pugno esprime un mondo interiore che esplode. Il pugno di Luca, una mina carica di amore, come le parole che ha tatuato sulle nocche della mano, l’amore per una disciplina che gli ha dato una ragione di vita, alla quale non potrebbe mai rinunciare. A impreziosire il lavoro di regia è la colonna sonora composta dal rapper Emanuele D-Art Trifelli che, con la sua voce roca e profonda, ci racconta la vita del protagonista realizzando tre brani originali con musiche composte dal maestro Andrea Trinchi. Un lavoro sincero che si è addentrato con discrezione in questa storia cercando di restituire il grande valore sportivo del giovane Luca Bergers.   Federica Paradiso - Web writer Titolo: The Italian warrior Regia: Joseph Nenci Anno: 2018 Produzione: indipendente Min: 88’ https://www.youtube.com/watch?v=keRceI5bdas

Le Circostanze di Vittorio Giardino vince il Biografilm Art and Music

Il fumetto made in Bologna arriva al cinema e conquista il pubblico di Biografilm Festival. Proiettato in anteprima mondiale durante la rassegna, il documentario Le…

caterina

#specialeBioToB: Caterina – Voice of the Folk

Fermo immagine, in primo piano il viso di una donna dai tratti marcati e singolari, trucco anni’60, sguardo profondissimo. È Caterina Bueno, una delle…

Sensibile

Anna ha cambiato casa, si è trasferita in una villetta in periferia, indossa abiti dalle stoffe ricercate e appena ha l’occasione cerca un parco, si sdraia sul prato e scarica le energie; ha comprato delle tende speciali da mettere alle finestre; ha fatto schermare anche le pareti perché tra il suo corpo e il mondo di tutti giorni ci deve essere qualcosa che la isoli, la protegga, la tenga lontano da ciò che la fa star male. Non può avvicinarsi a un cellulare o a un computer, usare i più comuni elettrodomestici o guidare un’utilitaria. Non può perché è affetta da Elettrosensibilità (EHS) una malattia cronica che comporta l’impossibilità di tollerare i campi elettromagnetici. Fernanda lavorava all’Università Federico II di Napoli per il dipartimento di Filosofia, la sua vita è cambiata drasticamente da quando ha scoperto di essere malata di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), patologia causata dall’intolleranza agli agenti chimici che ha innescato in lei un indebolimento del sistema respiratorio. Quando esce indossa sempre una maschera che filtra l’aria, non usa profumi, detersivi, creme e come molti che come lei sono affetti dalla medesima malattia, usa solo prodotti naturali come il bicarbonato e deve controllare tutta la provenienza dei cibi che ingerisce. Sono i racconti delle vite cambiate improvvisamente e drammaticamente di persone che presentano un elevato tasso di intolleranza a tutto ciò che possiamo considerare artificiale. Sensibile è il titolo di questo documentario diretto da Alessandro Quadretti e prodotto da Officinemedia nel 2017, tramite in un progetto di crowdfunding. Non poteva essere scelto titolo migliore per racchiudere in una parola così profonda e delicata il vissuto dei protagonisti catturati dalla macchina da presa. Le due malattie strettamente collegate tra di loro e in forte aumento nella popolazione italiana non sono ancora state riconosciute dal servizio sanitario nazionale, provocando così una serie di disservizi per i degenti che devono pagare assistenza medica e ausili senza il sostegno dello stato. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono improvvisi, così radicali da sconvolgere totalmente il vissuto dei soggetti, spesso una grossa incognita che li obbliga a seguire un cammino di ricerca verso la verità fatto di ostacoli, incomprensioni e generalizzazioni. La patologia segue delle fasi progressive: una fase zero in cui il soggetto tollera gli agenti chimici o i campi magnetici, la fase uno in cui presenta i sintomi solo alla presenza di un determinato elemento, per passare poi alle più gravi d’infezione cronica e quella d’irreversibilità dove vi è il danneggiamento di un organo. Quadretti ha realizzato un lavoro di indagine, interrogando degli esperti che si occupano dello studio e del monitoraggio di queste patologie, per accompagnare la comprensione dei racconti di tutti i protagonisti del documentario. La Sensibilità Chimica Multipla e l’Elettrosensibilità si manifestano generalmente nelle aree più industrializzate e urbane e presenta delle caratteristiche genetiche. Endocrinologi e genetisti che seguono il monitoraggio della patologia affermano che circa il 5% della popolazione presenta delle sensibilità e il 10% di questi la cronicità. L’industrializzazione accelerata e la nascita della telefonia mobile hanno provocato un aumento dei livelli di rischio. Molte associazioni di settore fanno appello al Principio di Precauzione che l’Unione Europea ha imposto ai paesi membri, nonostante secondo gli esperti, i limiti imposti dalla legge sono superiori a quelli di sicurezza reale. Maria Elena ci parla seduta all’interno di una tenda schermante, è stanca, ha difficoltà a trovare le forze anche solo per fare piccoli azioni del quotidiano. L’esordio della patologia l’ha costretta alla fuga dalle onde elettromagnetiche forzandola a vivere in solitudine. Marco invece, ha solo undici anni e non può giocare come gli altri bambini, la sua mamma deve assicurarsi che tutto intorno a lui non sia nocivo. Queste storie sono state catturate dal regista con un occhio intimo, confidenziale, che connette lo spettatore allo spessore drammatico dei protagonisti; tempi, spazi e suoni hanno completato l’opera conferendone un vero carattere d’autore. Il documentario ha partecipato all’edizione 2018 di Doc in Tour – Documentari in Emilia-Romagna che ha portato il cinema del reale in 23 sale d’essai del circuito Fice della regione dal 5 Aprile al 30 Maggio. Presentato in anteprima in Grecia al Peloponnisos Documetary Festival nel Gennaio 2018, è attualmente in concorso al FICA Festival Internazionale del cinema ambientale a Goiàs in Brasile. Il cinema del reale sembra essere per Quadretti un lavoro che da spazio all’interpretazione artistica, al punto di vista che solo un regista può inserire in un film, e questo documentario, con tutto il suo spessore pone nel suo intreccio dei grandi interrogativi etici. Ci mette davanti ad un fatto compiuto di un mondo che tutti i giorni sembra renderci più facile e veloce la vita ma che alla stessa velocità la stravolge e minaccia.   Regia: Alessandro QuadrettiProduzione: OfficinemediaAnno: 2017Durata: 111’ https://vimeo.com/198648834?loop=0

il club dei 27

Il club dei 27, storia di un teenager melomane

Giacomo Anelli è un teenager melomane di Parma con un solo obiettivo: entrare a far parte del famoso Club dei 27, l’esclusivo club degli…

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Rapporto tra sonoro e audiovisivo, “L’esperienza artistica del tempo”

Gli estratti contenuti nell’articolo sono tratti dalla tesi di laurea “L’esperienza artistica del tempo” di Paolo Alberto Samonà che indaga il rapporto tra sonoro…

Visioni Italiane, i premi

Si è conclusa ieri, domenica 4 marzo, la 24ma edizione di Visioni Italiane con la consegna dei premi. Per la fiction, il Premio alla…

Al di là del ponte, i volti della Bolognina

Un’indagine ad ampio raggio sul quartiere della Bolognina, storica zona “periferica” di Bologna che sorge alle spalle della stazione centrale, proprio al di là del ponte Matteotti, oggi scenario di grandi mutamenti urbani e sociali: presentato a Visioni Italiane, Al di là del ponte è il documentario realizzato dagli studenti del Ciofs/FP Emilia Romagna e del Liceo scientifico Sabin in collaborazione conSchermi e Lavagne, progetto di educazione all’immagine in movimento promosso dalla Cineteca di Bologna. I ragazzi hanno voluto approfondire una questione dibattuta e controversa, che spacca in due la città con i suoi abitanti e le istituzioni. Sono tante le novità sorte nel quartiere Navile da qualche anno a questa parte, come la nuova sede del Comune di Bologna, la stazione dei treni ad alta velocità, e una serie di investimenti immobiliari. Tra cantieri bloccati e quelli ultimati è visibile un cambiamento tutto in verticale che si offre a un mercato di investitori molto lontano da quello che è il reale tessuto sociale della Bolognina. Il quartiere storicamente di stampo popolare e operaio è stato sede dell’immigrazione legata al lavoro metallurgico e qui non erano poche le fabbriche attive fino agli anni ’80. Nelle aree dismesse dove prima sorgevano le fabbriche ora spuntano palazzi con appartamenti dal costo elevato. Questo nuovo aspetto del quartiere è rappresentato in modo efficace, consentendo a più voci di esprimere il proprio apprezzamento o avversione nei confronti di questo cambio d’abito. Il documentario mostra i volti di chi il quartiere lo abita e cerca di renderlo vivo tramite attività culturali, aggregative ed artistiche, tra centri sociali, come Xm24, circoli Arci, club musicali, bar e ristoranti gestiti da giovani e numerose associazioni, smentendo chi accusa la Bolognina di essere un quartiere difficile. Un esperimento riuscito nella narrazione che ha coinvolto il pubblico in sala e che merita di essere condiviso con la città di Bologna. Federica Paradiso - Social media manager https://www.youtube.com/watch?v=CJMhPVA7mO0

L’archivio storico delle Officine Reggiane

L’Emilia-Romagna è una terra ricca di storia antica e moderna e ha avuto un ruolo centrale nelle vicende del XX secolo, soprattutto dopo la…

Cesare Zavattini e la gente della bassa

Esistono luoghi da cui gli artisti traggono ispirazione, paesaggi senza tempo come la Bassa reggiana, distesa pianeggiante di campi e case dell’Emilia-Romagna, abitata negli afosi…