Chiara Bigondi

spanish earth

Gli Albori della Voce Over nel Cinema Documentario Americano – Parte II

Dopo aver brevemente contestualizzato dal punto di vista storico e culturale i documentari di stampo classico del periodo 1930-1940 e il relativo ricorso a…

Gli Albori della Voce Over nel Cinema Documentario Americano – Parte I

Il cinema documentario negli Stati Uniti degli anni ’30: cenni storici Nel 1929 gli Stati Uniti d’America dovettero affrontare…

Sulla mia pelle, gli ultimi giorni di Stefano Cucchi

Oggi in sala e su Netflix, tra polemiche e boicottaggi. Dopo essere stato accolto alla Mostra del Cinema di Venezia appena conclusa da un lungo e commosso…

rockumentaries

Rockumentaries, Gods of Rock

Con la loro musica hanno ispirato generazioni, valicato confini geografici e sfidato le convenzioni sociali e artistiche della loro epoca. Solisti o membri di band che sono stati…

#specialeBioToB: ‘Kemp’, il mimo che ha fatto la storia

Lindsay Kemp, oggi ottantenne, è un coreografo, attore, ballerino e mimo Inglese che ha fatto la storia. La sua ascesa ha inizio…

in poche parole

 Il mondo spiegato In poche parole

Siamo fatti per essere monogami o è soltanto una convenzione sociale? È giusto modificare geneticamente embrioni umani? Perché il pop coreano è diventato un…

1968mm, le voci della rivoluzione su History Channel

Mai ci fu un’abisso tanto grande tra genitori e figli come il salto generazionale che separò i giovani sessantottini da quello delle loro famiglie d’origine. Sono…

EarthDay 2018, la parola alla Terra

EarthDay 2018, la parola alla Terra  

Il 22 Aprile si festeggia la Giornata Mondiale della Terra 2018, un funerale più che una festa, soprattutto dopo il 2016 e 2017, gli anni più caldi mai…

Hitler contro Picasso, l’ossessione nazista per l’arte

La guerra all’arte

festival di primavera

Docintour 2018 al Festival di Primavera

È iniziato al Cinema Jolly2 di San Nicolò a Piacenza il Festival di Primavera 2018, rassegna cinematografica ricca di film cult e prime visioni…

Il concerto segreto nella Pianura Padana

Il concerto segreto nella Pianura Padana

Attraversando la Pianura Padana si può velocemente capire dove risiede il cuore produttivo industriale del nord Italia. Un’alternanza interminabile di campi coltivati e stabilimenti industriali marcano un territorio…

I giovani talenti del Malatesta Short Film Festival

Arrivato quest’anno alla sua seconda edizione, il Malatesta Short Film Festival di Cesena celebrerà il cortometraggio in tutte le sue forme con una tre…

Fabrizio De André, il principe e poco altro

‘Fabrizio De André. Principe Libero’ era già uscito nelle sale il 23 e 24 gennaio come film evento, ma è stato il suo debutto sul piccolo schermo a suscitare il riscontro maggiore da parte del pubblico. Andato in onda in due puntate il 13 e 14 febbraio su RAI 1, il film di Luca Facchini ha spaccato a metà il pubblico italiano che attendeva con grandi aspettative la prima trasposizione cinematografica e televisiva dedicata a uno degli artisti più amati nella storia del nostro Paese. C’è chi si è commosso dinanzi all’omaggio all’artista, elogiandone la poesia del racconto e l’eccellenza delle interpretazioni, chi non ha saputo perdonare un mancato approfondimento sul De André artista e sulla sua opera, chi lo ha addirittura bollato come ‘fiction alla Don Matteo’. Non ultima, la mastodontica polemica divampata sui social che per la cadenza romana dell’interprete di Faber, Luca Marinelli. Certo è che portare sullo schermo De André non era compito facile, non tanto per l’intrinseca sfida di racchiudere cinquantanove anni di vita e arte in 193 minuti di film, quanto per la caratura del personaggio, della sua opera e per l’aurea di ‘sacralità’ che lo circonda. Grandissimo poeta, musicista, intellettuale, Fabrizio De André è una figura impossibile da etichettare e probabilmente non sarebbe nemmeno giusto farlo. È forse questa una delle ragioni che hanno spinto regista e sceneggiatori a voler privilegiare il racconto della vita privata a scapito di quella intellettuale, emotiva e sociale che si lega a doppio filo con le sue opere. Una scelta che fa discutere, perché taglia fuori dalla narrazione la genesi delle sue opere, una parte fondamentale, forse quella che più di tutte avrebbe meritato un approfondimento. Anche lo stesso racconto delle vicende personali, però, tocca alcuni eventi principali omettendone altri e non può, come a volte accade nei biopic per esigenze narrative, definirsi completo. Nel film non troviamo una particolare ricercatezza stilistica a livello fotografico o di montaggio, la colonna sonora è indiscutibile – essendo quasi interamente opera di De André – ma si inserisce in alcune scene quasi forzatamente, come se le parole della canzone fungessero da commento didascalico a ciò che accade sullo schermo. Poco e niente si vede anche di quel mondo di emarginati che De André ha esplorato con la propria musica. Il suo sguardo, rivolto verso gli altri e le loro storie, qui sembra invece rivolto verso se stesso. L’interpretazione di Luca Marinelli, che assieme al sempre bravissimo Ennio Fantastichini regge quasi tutto il film sulle proprie spalle, è forse la cosa meglio riuscita. Tralasciando le polemiche sull’accento, che può comunque essere legittimamente ritenuto da alcuni elemento di disturbo, Marinelli è riuscito a sostenere un ruolo difficilissimo in modo efficace e credibile e senza mai scadere nell’imitazione. Tra le note dolenti però, quella che stona di più riguarda i dialoghi. A tratti forzati o banali e talvolta, in alcune scene tra De André e Dori Ghezzi, quasi stucchevoli. Per raccontare un uomo che ha usato le parole come nessun altro, riempiendole e svuotandole di significati, trasformando in poesia le cose più semplici, donando bellezza alle cose più sordide, un silenzio sarebbe stato preferibile.  Chiara Bigondi – Social Media Manager Fabrizio De André. Principe Libero Regia: Luca Facchini Anno: 2018 Produzione: Rai Fiction, Bibi Film https://www.youtube.com/watch?v=TNfF6uqhrfk

Il Future Film Festival apre le porte alla virtual reality

Dai video a 360° che si possono creare facilmente con app scaricate sullo smartphone, ai visori VR acquistabili con poche decine di euro, il…

Le ragazze di Concita De Gregorio

‘This is a man’s world’, cantava James Brown nella celebre canzone del ’66. Sono passati più di cinquant’anni da allora e il mondo è…

Il mondo fuori dall’ordinario di Alessandro Scillitani

 Ci sono viaggi che si possono intraprendere comodamente seduti sulla poltrona di un cinema. Alessandro Scillitani, con il suo ultimo documentario La libertà della luna ci…