mathera

Mathera, l’ascolto dei Sassi

Mathera, l’ascolto dei Sassi, prosegue il ciclo di documentari in 8k, L’arte nel Cinema, diretti da Francesco Invernizzi e distribuiti da Magnitudo e Chili, con una panoramica sui grandi spettacoli architettonici, pittorici e scultorei d’Italia.

La città lucana è storicamente un set naturale, e in questo lavoro diventa unica protagonista di una favola che si snoda su differenti linee temporali, rendendo co-protagonisti i politici e i letterati che hanno reso rinomato il piccolo capoluogo. Dal passato dei cittadini che ne calpestavano le strade lastricate, quando ancora era conosciuta come La Vergona d’Italia, al presente, animato da paesani i cui racconti si perdono tra la quotidianità e il roseo futuro alle porte.

Matera: la città dei sassi tra cinema e cultura

Consultando il manuale di etimologia, non risulta esserci un’opinione univoca sull’origine e il significato del nome Matera. Una tra le ipotesi più famose è sicuramente quella che il termine derivi da Mata, “cumulo di rocce”, radice spesso utilizzata per diversi nomi geografici. Secondo un’altra teoria, invece, deriva dal greco Meteoron, “cielo stellato”, dato che in passato alcuni cronisti, osservando le luci provenienti dall’interno dei Sassi, li descrissero come un riflesso del cielo stellato soprastante. Infine, alcuni hanno ricollegato il toponimo Mater a “madre terra”. Per quanto, però, siano presenti numerose ipotesi, tutte rimandano agli stimoli tipici di una Capitale della Cultura. E Matera questo è. Ha iniziato la sua avventura più di dieci anni fa, con la candidatura nel 2008 a Capitale Europea della Cultura, risultando vincitrice di una graduatoria che includeva altre cinque città italiane: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena.

Lo slogan della campagna, Open Future, riprende l’importanza del passato, in un future from the past che non tralascia l’importanza dei Sassi nella storia del cinema italiano e internazionale. La loro potenza, la forza narrativa e metaforica, ha spinto alcuni tra i più grandi registi italiani a sceglierli come luoghi di riprese. Da Pier Paolo Pasolini che ivi inscenò Il Vangelo, passando per il cinema politico di Francesco Rosi, che a Matera girò addirittura tre lungometraggi: C’era una volta, Tre fratelli e Cristo si è fermato a Eboli. Ancora i Fratelli Taviani, che fecero della città il set per Allosanfan e Il sole anche di notte. E TornatoreMel Gibson, fino al recente Basilicata coast to coast e alla nascita della Lucana Film Commission.

francesco invernizzi

La Basilicata è oggi una regione viva, in cui tradizioni e artigianato, cinema e sperimentazione convivono in un focolaio che arde di propositività. Francesco Invernizzi inscena un lavoro basilare e necessario, creando un’aneddotica di essenze, profumi e colori, panoramiche e tramonti in tinta pastello, senza seguire un filo rosso ben definito, ma formando un ritratto ufficiale e internazionale della città. Più per il turista, che per l’autoctono, a dire il vero. Ma i Sassi si prestano egregiamente a riprese in 8k e il regista è ormai un maestro nel farle, riuscendo a sfruttare il fascino inestimabile e senza tempo di questi luoghi.

 

Lorenzo Tore