#2 Giovani per il territorio 2018, tutti i progetti

A pochi giorni dal debutto online del nostro progetto Duv’Art , Emiliodoc racconta gli altri nove progetti vincitori della quarta edizione del  bando IBC “Giovani per il territorio“.

Parte 2

Giù la maschera

Con il progetto “Giù La Maschera!” l’associazione Le rane ha voluto valorizzare un bene prezioso quale il Museo della Maschera del Carnevale di Castelnovo di Sotto (RE) attraverso una serie di iniziative, eventi e spettacoli legati proprio al tema della maschera.

I manufatti presenti all’interno del museo sono una testimonianza unica, di una produzione presente nel territorio a partire dall’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento: tali oggetti permettono non solo di comprendere la natura storica e le varie fasi di lavorazione, ma rappresentano anche un simbolo identitario forte per un intero paese, che può trovare in quelle stesse maschere le proprie radici.

Tra le tante iniziative presenti nel progetto “Giù la Maschera!”, durante l’estate è stato realizzato un laboratorio di cartapesta con i maestri della scuderia “FIAC” del Carnevale di Castelnovo Sotto, finalizzato alla costruzione di maschere raffiguranti dei rinoceronti.

I partecipanti al laboratorio erano tutti ragazzi sotto i vent’anni, le maschere realizzate, in mostra presso la Rocca di Castelnovo Sotto in novembre 2018, saranno poi utilizzate a dicembre dagli stessi ragazzi in uno spettacolo teatrale dal titolo, per l’appunto, “Rinoceronti”.

In settembre, presso la Sala del Consiglio di Castelnovo di Sotto, si è tenuto un convegno aperto al pubblico per approfondire il tema della maschera. Questa giornata è servita anche per presentare il laboratorio di commedia dell’arte tenuto dal maestro Antonio Fava nella settimana successiva e che ha visto il coinvolgimento di circa 20 partecipanti tra ragazzi e adulti.Proprio al termine del laboratorio ha avuto luogo lo spettacolo-esito dal titolo Maschere in Commedia.

Grazie al bando IBC, spiegano gli ideatori del progetto, siamo riusciti a coinvolgere e avvicinare i più giovani ad un tema, come quello della maschera, che crediamo non abbia solo valore per essere una tradizione importante del nostro paese, ma anche per il suo forte potere pedagogico.

Il cinese in città

Il progetto “Il Cinese in Città” nasce per far incontrare il Museo d’arte Cinese ed Etnografico con il territorio e i mutamenti sociali in atto all’interno della città. Il museo custodisce parte delle radici antropologiche e culturali di molte comunità straniere che vivono in zona, così come una parte della storia di Parma che in pochi conoscono. Il progetto vuole infatti contribuire a diffondere e recuperare queste tradizioni, grazie al lavoro di un gruppo misto, formato da 10 studenti insieme a 6 persone con fragilità mentale frequentanti l’atelier “I Cachi” (atelier gestito dalla nostra associazione Artètipi).

La prima parte del progetto si è concentrata su un lavoro di comunicazione: il gruppo, dopo un adeguata formazione, ha lavorato alla produzione di una brochure per bambini e di un video, oltre a individuare le strategie migliori per far conoscere ai parmigiani il museo.

I frequentanti dell’atelier hanno anche dato vita a una produzione artistica, ispirata dalle collezioni del museo, che sfocerà in una mostra.

La seconda parte del progetto si concentrerà invece sull’integrazione e la vicinanza tra mondi e sensibilità lontane, educando alle diversità. Il cittadino migrante sarà coinvolto attivamente in un luogo che vuole parlare della sua cultura. Il Centro Interculturale, che parteciperà al progetto, realizzerà all’interno incontri culturali, con visite guidate in lingua madre per adulti e bambini tenute dai ragazzi migranti del Centro, oltre che alla realizzazione di letture animate per bambini.

“Il nostro progetto – spiegano gli ideatori – ha come fine quello di sviluppare una maggiore consapevolezza soprattutto nelle nuove generazioni, di creare una sinergia tra i ‘nuovi’ cittadini (giovani studenti e frequentatori della nostra associazione Artètipi), il Museo e la città. Il bando ‘Giovani per il territorio’ ci è parsa la giusta occasione per soddisfare i nostri intenti”.

Progetto “Archiviamo”

“La nostra idea del progetto ‘Archiviamo’ nasce per migliorare la conservazione e la fruizione dell’Archivio Storico fotografico di Faenza che, con le sue oltre 10.000 immagini, rappresenta uno dei più importanti patrimoni documentaristici della città. È testimone dei cambiamenti sociali, urbanistici e culturali dal 1860 ai giorni nostri”.

Il progetto prevede diverse fasi, a partire dal necessario intervento di restauro conservativo, fondamentale per garantire una corretta salvaguardia e fruizione del materiale. La fase successiva prevede la digitalizzazione e la catalogazione di tutto il materiale secondo gli standard ministeriali e infine la creazione di un portale web, per una migliore e maggiore fruibilità, che renderà possibile l’accesso e la consultazione del materiale, attirando anche la curiosità dei più giovani maggiormente legati al mondo informatizzato.

‘Archiviamo’ è stato ufficialmente presentato al pubblico il 15 dicembre a Palazzo Naldi a Faenza, in una giornata interamente dedicata a incontri sul tema. Sono intervenuti Claudio Marra, storico della fotografia e docente presso il Dams di Bologna, che ha parlato dei protagonisti della storia ottocentesca, ed Elvira Tonelli che ci ha parlato del suo lavoro, ossia il restauro di fotografie antiche.

‘Archiviamo’ è stato sviluppato dall’Associazione Culturale Fototeca Manfrediana, con sede a Faenza (RA), promuove la fotografia come risorsa e linguaggio, attraverso l’organizzazione di mostre fotografiche, corsi, edizione di libri e attraverso collaborazioni con altre realtà culturali del territorio.

“Il bando ‘IBC – Giovani per il territorio 2018’ ci è sembrata l’occasione perfetta per poter migliorare i servizi offerti dall’associazione, poiché si tratta di un bando rivolto alle nuove generazioni, affinché esplorino, si prendano cura e rinnovino il proprio territorio realizzando un percorso di creatività che stimoli il concetto di cittadinanza”.

 

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