20 pietre cerca casa

20 Pietre cerca casa

Martedì 4 dicembre si è svolta, al bar La Linea di Piazza Re Enzo, la conferenza stampa in presentazione del manifesto Percorso di Ecologia Sociale attraverso la Gestione Mutualistica e il Riuso degli Spazi, per discutere le prospettive concrete della Casa del Popolo 20 Pietre, a poco più di un mese dal termine della concessione data dalla società Milano Intermedia S.r.l., in liquidazione.

Casa del Popolo 20 Pietre: recuperare gli spazi e restituirli alla collettività

Nell’arco degli ultimi quattro anni, l’associazione 20 Pietre ha recuperato la struttura dell’ex ACI di via Marzabotto, a Bologna, restituendo alla collettività un luogo fino a quel momento in stato di abbandono e fortemente degradato, rigenerandolo e costituendo un autentico punto d’incontro e autogestione di quartiere. La Casa del Popolo è diventata in questi anni una vera e propria comunità con circa 50 gruppi formali e informali e una media di 70 attività mensili. Una babele cittadina riconosciuta come “una risposta concreta a una situazione in cui, da un lato – sostiene Alberto Razzi, presidente di 20 Pietre – si ravvisa un’emergenza nella richiesta di spazi di socialità, e dall’altro una pluralità di strutture del degrado e dell’inutilizzo, tanto pubbliche come private”.

L’associazione Planimetrie Culturali si occupa della custodia e del presidio, oltre che della manutenzione ordinaria, di spazi temporaneamente in disuso, e ha raccolto numerosi dati sugli immobili abbandonati o in disuso. “Nel capoluogo e nei comuni vicini, appartenenti alla prima cintura (Calderara, Castelmaggiore Casalecchio, Granarolo, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi) vi sono ben 355 spazi vuoti di cui il 65% privati e 35% pubblici – racconta Werther Albertazzi, presidente dell’associazione – La metà di questi sono in stato di abbandono con degrado edilizio, il 42% rimane inutilizzato. Pensateci un attimo, secondo questa ricerca, il totale delle strutture abbandonate e/o inutilizzate ammonterebbe a 4,6 milioni di metri cubi vuoti. Un numero significativo se si considera che in città i luoghi per la socialità, non legati a logiche commerciali, sono indisponibili”.

In previsione del 10 dicembre, data in cui lo stabile dovrà essere reso disponibile, 20 Pietre pone quindi le fondamenta per un tentativo di dialogo con le istituzioni e le realtà cittadine pubbliche e private, affinché realtà di questo tipo, come anche XM24 e Laboratorio Crash, vengano viste e intese come spazi di partecipazione diffusa e di autogestione, laboratori di riqualifica e bonifica, non solo dello spazio ma anche della mente.

 

Lorenzo Tore