Il giro d’essai dei cinema italiani 

Il giro d’essai dei cinema italiani 

Nel settembre 2017, Nicola Curtoni ed Emilia Desantis hanno intrapreso un viaggio in macchina dal nord al sud della penisola con l’obbiettivo di visitare 42 cinema d’essai in 45 giorni. I due ragazzi, che si sono conosciuti allo IULM, dove Nicola aveva presentato il progetto Giro dei Cinema, sono partiti da Milano (Cinema Beltrade) in direzione Palermo e Sciacca, per poi ritornare nel settentrione diretti a Pordenone in visita al CinemaZero.

Il Giro dei Cinema è stato ideato da Nicola al termine di un periodo passato in Francia. I tre anni di permanenza in Bretagna gli hanno dato modo di entrare in contatto con le realtà lavorative del Cinema Pax prima e del Ciné Manivel poi, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile di programmazione. Emilia, studentessa di laurea magistrale, ha lavorato anche lei per un periodo nell’esercizio cinematografico, in una multisala della catena UCI Cinemas. Il progetto non aspirava fin da principio a diventare il database di riferimento dell’esercizio cinematografico d’essai sul territorio italiano. Il fine ultimo del viaggio era quello di “comprendere meglio come funzionassero i cinema italiani e raccogliere idee innovative su come sono gestiti”, anche in seguito alle difficoltà riscontrate nel reperimento di manuali o testi specifici sull’argomento. Nonostante il viaggio si sia ormai concluso, Emilia e Nicola continuano a lavorare, sia per divulgare online le informazioni raccolte durante il tragitto, sia con l’intento di pubblicare un libro.

Il giro d’essai dei cinema italiani 

Il Giro dei Cinema ha preso spunto dall’esperienza di Mikael Arnal e Agnès Salson, il Tour d’Europa dei Cinema. Si tratta di un prezioso, seppur iniziale, censimento “a disposizione di tutti, perché possa risultare una valida risorsa per quanti vogliono saperne di più dell’argomento”. Uno degli aspetti più interessanti (tutte le informazioni sono reperibili sul sito e sul blog di referenza www.girodeicinema.it) è stato senza dubbio, come spiega Nicola, l’analisi del prodotto documentario all’interno dell’esercizio d’essai e del modo in cui la distribuzione e la programmazione influiscono sul successo dell’opera e sulla percezione di quest’ultima da parte dello spettatore. “In Francia capita più facilmente che, al momento della proiezione, siano presenti anche i registi. Presentano il proprio film e parlano del processo economico-creativo che li ha portati a realizzarlo. Si tratta di uno stimolo in più per gli spettatori in sala, utile specialmente per il documentario, perché c’è bisogno di un approccio diverso rispetto al film di finzione.” È quindi obbligatorio ripartire dal pubblico, e dalla sua curiosità, per la promozione del prodotto documentario proponendo, ad esempio, una “tournée di registi tra diversi cinema di una regione, che permetta di abbassare i costi e rendere più interessante, più comunicabile e fruibile il documentario in questione. Grazie a queste associazioni si può entrare in contatto con l’autore dell’opera con molta più facilità”. Nicola cita anche l’esempio italiano del Cinema Arsenale di Pisa: “in questo caso, spesso si accompagna la proiezione – come in altri cinema – con il dibattito assieme al regista via skype, qualora fosse impossibilitato a raggiungere la sala”. O, ancora, come, nel caso del Supercinema Multisala di Santarcangelo di Romagna (RN), “il documentario è stato fondamentale perché durante i lavori di digitalizzazione di una delle due sale, nell’impossibilità quindi di proiettare in formato DCP, l’esercente ha potuto fare solo proiezioni non-DCP (dvd, bluray). I distributori di documentari erano più favorevoli a questo meccanismo e si è creata così una forte attenzione al documentario, con un buon successo di pubblico, che è continuata anche dopo la digitalizzazione.”

Giro dei Cinema ha fatto quindi parte del percorso formativo dei due giovani e aspiranti professionisti dell’esercizio cinematografico un settore in espansione. “Gestire una sala – conclude Nicola – è una professione che, forse oggi a maggior ragione, ha bisogno di innovarsi. Se pensiamo che lo spettatore venga in sala solo per il film, o che il pubblico giovane non sia interessato ai film d’autore – per citare due assiomi che echeggiano nel settore – allora la sala cinematografica avrà i suoi migliori giorni alle sue spalle.”

 

Lorenzo Tore – Web writer