Il Mese del Documentario, un viaggio nel Continente Umano

Dal 15 gennaio prenderà il via la V edizione del Mese del Documentario, festival dedicato alla migliore produzione documentaristica italiana e internazionale, un network territoriale che coinvolge Milano, Bologna, Firenze, Nuoro, Roma, Napoli e Palermo, le città che ospiteranno la manifestazione. L’iniziativa ha registrato negli anni un grande successo di pubblico ed è prodotta e ideata da Doc/it – Associazione documentaristi italiani in collaborazione con Casa del Cinema e Kinema, con il supporto di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori e il patrocinio dell’Università Roma Tre.

Il titolo di questa quinta edizione è Il Continente Umano: i film selezionati affrontano da punti di vista differenti la condizione dell’essere umano in relazione all’identità e alla storia del proprio paese. La direzione artistica è affidata a Pinangelo Marino e al direttore organizzativo di Doc/it Davide Morabito.

I film scelti sono 4, premiati ai festival più prestigiosi durante il 2017:

La Convocazione, del regista Enrico Maisto, che racconta la cronaca della giornata in cui viene estratta a sorte una giuria popolare nell’aula in cui si celebrano i processi della II sezione della corte d’Assise d’Appello. Prodotto da Start S.r.l. e Rai Cinema, distribuito da Slingshot Film, La Convocazione ha ottenuto il Premio MyMovies – il cinema dalla parte del pubblico al 58° Festival dei Popoli ed è in concorso ufficiale all’IDFA 2017.

Pagine nascoste di Sabrina Varani, incentrato sulla scrittrice Francesca Melandri, che durante l’elaborazione del suo nuovo romanzo rievoca l’eredità del padre, fascista durante il ventennio, e approfitta per riflettere sulle odierne scene estremiste destrorse in Italia. Prodotto da AAMOD Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e la B&B Film e distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà, Pagine nascoste è stato presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2017.

This is Congo di Daniel McCabe, una firma autenticamente congolese sul conflitto più lungo e sanguinoso del mondo dai tempi della Seconda guerra mondiale e su coloro che vivono all’interno, un popolo resiliente che in questo scontro è vissuto e sopravvissuto. Il documentario, prodotto da Vision Film Co e Turbo, è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2017.

Nowhere to Hide di Zaradasht Ahmed, in cui il regista ha seguito per cinque anni la vita e la resistenza dell’infermiere iracheno Nori Sharif, che vive e lavora in una delle zone più pericolose al mondo, il “Triangolo della Morte” assediato dall’ISIS. Prodotto da Ten Thousand Images, Nowhere to hide ha vinto più di trenta premi in tutto il mondo ed è considerato dalla stampa internazionale uno dei documentari più importanti del 2016.

 

Federica Paradiso – Webwriter

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