L’ultimo volo della formica maschio

A pochi chilometri da Bologna, sull’Appenino, c’è un luogo al centro di un fenomeno singolare e quasi magico: è il Monte delle Formiche, dove sorge l’antico santuario di Santa Maria Formicarum. Ogni anno, l’8 settembre, sciami di formiche alate si radunano per l’accoppiamento e nel volo nuziale, le formiche femmine portano con sé i maschi, che muoiono subito dopo l’atto riproduttivo. È il cerchio della vita, in cui la morte si contrappone ad essa e la completa, ineluttabile e necessaria controparte, tappa ultima del viaggio di ogni creatura su questo mondo. Il giovane filmaker Riccardo Palladino ha scelto il 16mm e il Super8 per realizzare Il Monte delle Formiche, documentario in cui il racconto dell’evento si fa riflessione universale; il volo delle formiche è specchio della condizione dell’essere umano. “Ho scoperto il Monte delle Formiche per caso – racconta Palladino – durante le riprese del precedente documentario, quando la protagonista di Brasimone mi inviò un articolo che parlava del fenomeno e da lì cominciai a interessarmi a questo fenomeno. Nel settembre 2014 partirono i sopralluoghi per questo documentario e pian piano mi appassionai sempre di più, cominciando a studiare il mondo delle formiche”.

Sulla pellicola sgranata le immagini dei paesaggi naturali hanno quel tocco retrò che rende più incisivo il discorso e dà forza alla narrazione intervallata da riflessioni di grandi scrittori. In tanti si sono appassionati allo studio delle comunità di formiche e tra questi il Premio Nobel Maurice Maeterlinck e l’entomologo Carlo Emery. I loro testi, letti in originale (in tedesco e francese), cadenzano il documentario: così il ribollente affanno delle formiche nel momento dell’accoppiamento è anche l’affanno dell’uomo, il quale, però, non si arrende all’ineluttabilità del destino. “Questi animali -scrive nelle note di regia  Riccardo Palladino – hanno una consapevolezza della vita e della morte che mi ha affascinato. Il senso di tristezza e di dolore di fronte alla morte, come anche le parole di gioia e felicità, sembrano appartenere solo all’uomo. L’essere umano dovrebbe divenire formica, così da non sentirsi solo di fronte all’egoismo e alla dipartita dei propri cari: abbiamo infiniti fratelli e sorelle che ci sono parenti per il solo fatto di esistere”.

Ancora oggi molte persone assistono al volo delle formiche, ma non è più come una volta: un tempo la processione verso il santuario era una tappa settembrina quasi obbligatoria, e la gente smetteva di lavorare nei campi per prendervi parte. Ne Il Monte delle Formiche assistiamo a un antico rito che oggi sta morendo, così come il senso di comunità e di sacrificio che univa gli abitanti di queste valli: nella società contemporanea sembra esserci posto soltanto per un radicato e profondo egoismo. Ad essere profondamente struggente, qui, non è l’ultimo giorno di vita delle formiche maschio, ma la superficialità con la quale l’essere umano affronta la sua esistenza, la sua incapacità di vedersi come parte di un tutto la cui importanza trascende quella del singolo.

Presentato in prima mondiale alla scorsa edizione del festival di Locarno nella sezione Cineasti del Presente, Il Monte delle Formiche è il secondo documentario di Riccardo Palladino.

Erica Di Cillo – Caporedattrice

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