Dal Ghana alla Serie A italiana, la storia di Godfred Donsah

In Ghana, Godfred Donsah giocava a pallone scalzo, con altri ragazzi scalzi: giovani che rincorrevano una palla e i loro sogni su un campo polveroso, dal quale non si riusciva mai a togliere tutte le pietre, come racconta lo stesso Donsah. Qualcuna rimaneva lì per ferire i malcapitati giocatori. Oggi Godfred indossa con orgoglio la divisa del Bologna FC, gioca nella squadra dal 2015, dopo essere passato da Palermo, Verona e Cagliari, ma non ha dimenticato chi è e da dove viene. E si racconta in un cortometraggio documentario che porta il suo nome, Godfred, girato in Ghana, a Sunyani, dove il ragazzo è cresciuto insieme alle sue tre sorelle e alla madre. Il padre era immigrato nel nostro Paese, prima il lungo viaggio tra i pericoli del deserto libico, poi la traversata del Mediterraneo e infine Lampedusa, l’Italia e il lavoro come bracciante agricolo per dare una mano ai familiari rimasti in Africa. Godfred non ha visto suo padre per otto anni, adesso però, le vite di tutti loro sono cambiate.

È stato lui, Godfred, a proporre il progetto all’ufficio stampa del Bologna, li ha invitati nella sua terra d’origine, perché vedessero dov’era cresciuto. Tra le strade sterrate di Sunyani, il centrocampista rossoblu si racconta con grande semplicità, parlando del legame con la famiglia e della sua passione per il gioco del calcio. Ed eccolo là, insieme ai suoi amici, di nuovo sul campo della sua infanzia, niente piedi nudi, stavolta, niente infradito di gomma, scarpe e magliette per tutti.

In un’atmosfera di festa, il documentario dà voce anche ai membri della famiglia. Una delle sorelle, per esempio, che oggi frequenta l’università, racconta di come il procuratore di Godfred sia diventato ormai un fratello acquisito: è stato lui a portare Donsah in Italia, dopo averlo fatto conoscere attraverso i tornei organizzati in Ghana per dare ai ragazzi la possibilità di essere notati da qualche osservatore. Così Godfred, che gioca anche nella nazionale ghanese, ha esordito nelle squadre giovanili italiane. I sogni di Donsah ragazzino sono diventati realtà ed è molto bello cogliere la riconoscenza, l’orgoglio e l’emozione negli occhi dei suoi genitori, che hanno sempre avuto fiducia in lui, perché sanno quanto egli sia legato al suo Paese e alla sua famiglia. Un ventenne pieno di vita, di passione, con una profonda consapevolezza di se stesso, dei mezzi, anche economici, che ora ha a disposizione. E sul finire di questa storia, non sorprende vedere Donsah maneggiare il machete con la stessa disinvoltura che ha in campo quando insegue un pallone: è cresciuto tra le piantagioni di cacao, che nella sua terra natale abbondano.

Prodotto dal Bologna FC 1909, il documentario è stato realizzato dal regista e videomaker Claudio Maria Cioffi, dello studio bolognese WildLab Multimedia, coproduttore nel 2016 di Mi chiamo Renato, docu-film che celebra e racconta i 90 anni dello stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Godfred è disponibile integralmente online su YouTube; il documentario ha ricevuto a febbraio scorso la menzione d’onore del “Premio giornalistico Estra per lo sport: raccontare le buone notizie”, in collaborazione con L’Unione Stampa Sportiva Italiana, con la seguente motivazione: “Per aver ricordato attraverso la storia di Godfred Donsah, cresciuto all’ombra di una piantagione di cacao in Ghana, che i sogni e la voglia di vivere appartengono a tutti, nessuno escluso”.

Erica Di Cillo – Caporedattrice

 

Titolo: Godfred

Regia: Claudio Maria Cioffi

Produzione: Bologna FC 1909

Anno: 2016

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