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La grande arte al cinema, Nexo Digital e il rischio di innovare

Immaginate per un secondo di poter entrare indisturbati alla National Gallery di Londra o ai Musei Vaticani di Roma. Percorrete i lunghi corridoi in assoluto silenzio, solo il rumore dei vostri passi ad accompagnarvi. Attraversate lentamente le stanze affrescate, liberi di cogliere ogni dettaglio di ciò che vi circonda, ogni pennellata e sfumatura è fonte di stupore e meraviglia. L’atmosfera in cui siete immersi vi permette di avvicinarvi alle opere e agli artisti, creare una connessione tra voi stessi, l’arte e la sua storia. Nel 2012 Nexo Digital, casa di distribuzione impegnata dal 2010 nella digitalizzazione delle sale cinematografiche italiane attraverso la produzione e distribuzione di contenuti in alta definizione, ha inaugurato una nuova tipologia di esperienza cinematografica con la proiezione-evento ‘Leonardo Live’. Ripresa alla vigilia dell’apertura della mostra londinese ‘Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano’ e trasmessa nelle sale italiane via satellite, è un tour guidato di 100 minuti di una delle esposizioni più ricche mai realizzate dedicate all’immortale genio di Leonardo. Dopo il successo di pubblico riscosso dall’evento, Nexo Digital ha fatto un ulteriore passo in avanti l’anno successivo, dando il via a quella che sarebbe diventata una rassegna con cadenza annuale: ‘Exhibition: La grande arte al cinema’. Partito nel 2013 con Manet, Munch e Vermeer, il programma delle successive edizioni è andato progressivamente ad arricchirsi, fino alle stagioni 2016/2017 e 2017/2018, che hanno presentato un programma talmente vasto da dover essere divise in due parti. Ogni anno il successo è andato crescendo e l’azienda si è avvalsa di partnership sempre più importanti. Tra queste spicca quella con Sky Arte, che con ‘Musei Vaticani 3D’, ha dato inizio, a partire dal 2014, a un fortunato ciclo di tour all’interno delle più celebri mete artistiche del belpaese. Con le telecamere Ultra HD 4K/3D portate per la prima volta all’interno dei Musei Vaticani, la tecnologia si mette a servizio dell’arte e porta nelle sale cinematografiche e nei salotti di tutta Italia uno spettacolo senza precedenti. Seguiranno nelle stagioni successive i tour ‘Firenze e gli Uffizi’ e ‘San Pietro e le Basiliche Papali di Roma’. La massima qualità di visione e l’attrattiva esercitata dal 3D non sono però gli unici fattori che hanno determinato il successo di questi prodotti. Come lo stesso Franco Di Sarro, amministratore delegato di Nexo Digital, ha raccontato ai microfoni di ‘Inside Art’: «Il mezzo cinematografico dà la possibilità di rendere l’esperienza molto più aggregante. I film di cui stiamo parlando coinvolgono esperti, curatori, direttori museali che spiegano nei dettagli le opere esposte. Non solo, mostrano anche aspetti inediti e i dietro le quinte di un’esposizione. Il tutto con una tecnologia 4k e 3D, in una stanza buia, senza distrazioni esterne. È qualcosa che non ha eguali». Iniziata il venticinque Settembre, la stagione 2017/2018 di ‘La grande arte al cinema’ si concluderà il tredici dicembre con un appuntamento all’insegna della modernità, ‘L’ arte viva di Julian Schnabel’. Tutt’ora in corso, la stagione di quest’anno ha già battuto dei record. Il film evento ‘Loving Vincent’, il primo lungometraggio interamente dipinto su tela e dedicato alla straordinaria vita di Vincent Van Gogh, nelle sue sole tre date italiane ha raccolto più di 130’000 spettatori e incassato più di un milione e 200.000 Euro, diventando di fatto il film evento più visto di sempre in Italia. Questi numeri e, più in generale, il successo riscosso dall’esperienza di ‘La grande arte al cinema’, ci dicono offrono spunti per riflettere. Le tecnologie digitali e il 3D sono stati protagonisti, nell’ultimo decennio, del grande cinema d’intrattenimento, spesso specchietto per le allodole in franchise hollywoodiani fumettistici campioni di incassi al botteghino. Se i dati dei box office degli ultimi anni hanno spinto molti produttori a pensare che la cultura del franchise fosse ciò che il pubblico richiedeva, il successo di fenomeni come ‘La grande arte al cinema’ ci parla forse di quella fetta di audience dimenticata (o ignorata) dalle ricerche di mercato e che richiede qualcosa di diverso. La differenziazione dell’offerta, però, va di pari passo con la volontà da parte di produttori e distributori di assumersi un rischio. E abbandonare la strada vecchia per la nuova è proprio il rischio vogliono correre sempre meno. Nexo Digital ha avuto dal principio un atteggiamento pionieristico nei confronti del medium cinematografico e, per sua (e nostra) fortuna, il rischio che ha corso ha premiato l’azienda con incassi da capogiro e il pubblico con il piacere dell’innovazione.

Chiara Bigondi