Voci dal mondo invisibile: torna a Bologna Terra di Tutti Film Festival

È stato presentato oggi in conferenza stampa il ricco programma di Terra di Tutti Film Festival (Bologna, 12-15 ottobre), che quest’anno fa breccia anche a Firenze, al Festival dei Popoli. “Voci dal mondo invisibile” è il tema scelto per questa undicesima edizione: dalla Siria alle carceri illegali in Marocco o ai campi di rifugiati in Libano, dal Niger al Congo, sarà un viaggio attraverso guerre endemiche e genocidi, rappresaglie, ingiustizie e crimini contro l’umanità, naufragi e abusi sulle donne, troppo spesso ignorati o strumentalizzati dai media come dalla diplomazia internazionale. “Ripescare gli invisibili tra gli invisibili, quelli che non riescono a superare la breve di pagina 15 sui giornali – sottolinea Jonathan Ferramola, direttore del Festival insieme a Stefania Piccinelli, “è solo uno tra gli obiettivi” in un Paese, come il nostro, sommerso da tempeste mediatiche che tacciono proprio dei più indifesi e silenziosi, un’Italia che fatica ancor più nella distribuzione di cinema sociale.

Al festival, organizzato dalle ONG GVC Onlus e Cospe, saranno 20 i documentari di cinema sociale in gara per i 4 premi finali, e 15 i titoli fuori concorso: a trovare spazio, il mondo dei conflitti in Medio Oriente, delle violenze ambientali e sociali troppo spesso taciute, dei diritti negati, dell’emergenza rifugiati, profughi e migranti. Alcune sezioni speciali saranno dedicate alle donne e alle loro rivendicazioni, con documentari come Blooms in the concrete di Caroline Péricard et Karine Morales, sulla street art che diventa veicolo e linguaggio dell’emancipazione femminile in Tunisia. Grande attenzione anche per le tematiche gender: uno dei titoli, presentato stamattina, è Irrawaddy Mon Amour di Nicola Grignani, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli, in cui una coppia gay del Myanmar decide di sposarsi, malgrado la minaccia incombente della reazione militare in una Birmania in cui l’omosessualità costituisce ancora un reato. Il festival vede anche importanti presenze emiliano-romagnoleNessuno è il mio nome di Agnese Mattanò, realizzato coi ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Bologna e della Comunità Ministeriale di via del Pratello, e il documentario fuori concorso di Roberto Cannavò, La prima volta, che racconta delle vite in carcere di adolescenti che si affacciano inconsapevoli all’età adulta, costretti a fare i conti con la detenzione e i crimini da espiare.

Venerdì 13 l’inaugurazione ufficiale del festival, alle 18, nel cortile del Cinema Lumière, mentre domani alle 16:30, nella Sala dei Poeti di Palazzo Hercolani, in Strada Maggiore 45, durante l’incontro “Media&Migrations” si analizzerà il ruolo che i media hanno nei confronti dell’opinione pubblica sul tema delle migrazioni e dei salvataggi in mare, discutendo anche di come le stesse ONG hanno reagito alla tempesta mediatica che le ha coinvolte. La serata proseguirà al TPO, in via Casarini 17, con la proiezione fuori concorso di Hotel Splendid di Mauro Bucci. Tra gli eventi che arricchiranno l’undicesima edizione di Terra di Tutti, anche il workshop di sabato 14, al Circolo Costa di via Azzo Gardino 48, “Copyright, Creative Commons e le nuove frontiere della distribuzione digitale indipendente”, organizzato in collaborazione con OpenDDB, piattaforma di distribuzione on demand dedicata al cinema indipendente. A seguire, nella Biblioteca Renzo Renzi (via Azzo Gardino 65), il Corner Comic-Letterario con la presentazione di dossier e documentari.

Tutte le informazioni sul programma sono disponibili sul sito www.terradituttifilmfestival.org

 
Federica Rossi