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Tunisia, terra di contestazioni e street art

Un viaggio nella Tunisia ferita dalle rivolte e da importanti cambiamenti politici: il documentario Les amoureux des bancs publics – La rue qui résiste avec l’art è il racconto di un Paese in cui l’arte ha saputo puntare i piedi e resistere, diventando messaggera di democrazia, di pace, di rinascita.

Riappropriarsi dello spazio pubblico e renderlo un luogo di cultura: questa la risposta dei giovani tunisini di fronte all’instabilità e alla violenza che hanno segnato la vita delle loro città dopo la deposizione del Presidente Ben Ali, nel 2011. Da allora, collettivi di writers, compagnie di danza, di teatro e di cinema sono fioriti ovunque, provando a trasformare le strade e le piazze in terreni fertili alle idee e al cambiamento, riscattando con l’arte la durezza del recente passato. E offrendo, parallelamente, la visione e la possibilità di un futuro alle generazioni più giovani, con la diffusione di una cultura alternativa. Mentre il Paese era scosso da eventi drammatici e sanguinosi attentati, i giovani riscoprivano sempre più il loro ruolo attivo, fondamentale, e decidevano di impegnarsi in collettivi politici, culturali, artistici.

Attualmente in fase di post-produzione, il documentario è stato realizzato grazie a un crowdfunding; i due registi, Gaia Vianello e Juan Martin Baigorria, hanno seguito il lavoro di gruppi come Zwewla, Ghar-Boys, Danseurs-Citoyens, Art Solution, L’Art Rue, Brotha from Another Motha Company; da quest’ultima compagnia proviene il danzatore e coreografo Seifeddine Manai, che sarà ospite per un workshop a Forlì mercoledì 27 settembre. Manai porterà in Italia il suo lavoro, che coniuga la danza contemporanea con la break dance, lavorando sul rapporto del corpo con lo spazio pubblico, per una masterclass aperta a tutti presso il Chiostro dei Musei di San Domenico; l’evento è parte della Settimana del Buon Vivere, che si terrà a Forlì e Cesena dal 23 settembre all’1 ottobre.

Erica Di Cillo – Caporedattrice